5.11.09 ore 1.09
mi chiedo (nell'ordine): quanto e cosa mi aspetto dalle cose, dalle persone, dalle circostanze, dalla vita?
Forse, in fondo, mi aspetto davvero troppo. Nonostante il pessimismo che gli altri mi disegnano addosso, in realta', dentro, sono una che che spera. Spera sempre ogni volta tantissimo, intensamente.
Mi rendo conto che dedico la mia esistenza e tutte le mie energie a cio' che mi circonda, con un entusiasmo celato solo alle apparenze, e ai superficiali.
Ma quasi sempre si tratta di una mole di lavoro sprecato.
O non capito, o non apprezzato, o non condiviso.
Forse sono semplicemente una pazza che di tanto in tanto si sbilancia, no, si butta nel futuro ad occhi bendati e mette in gioco, periodicamente, dei sentimenti che scuotono dalla testa ai piedi.
Non riesco a comunicare agli altri quello che vorrei e questo blog sta diventando troppo un diario segreto squallido e zeppo di lamentele, ma stasera (anche stasera) mi sento cosi'... non riesco a contenere la mia delusione. La mia disattesa voglia di tutto, di tanto, di grande. Di prendere a morsi i giorni e le settimane, di riempirmi di cio' che mi rende felice.
E poi ci sono gli uomini. Sembrano seguire tutti gli stessi percorsi e le stesse regole, anche quando in apparenza te li figuri diversi.
Sono io la diversa? Io mi sento del tutto normale. Magari non proprio sana di mente, ma la norma per me e' amare follemente e riempirsi della persona che si vuole, e soprattutto sentirsi desiderati, voluti, seguiti, quasi pedinati nei propri gesti e viceversa, per assorbire ogni dettaglio e sguardo, per arrivare a diventare l'uno il suono dell'altro. Non so se questo e' l'amore, ma piu' passano i giorni e piu' me lo figuro cosi', piu' mi rendo conto che io sono davvero io quando amo un uomo tanto quanto amo le emozioni, la danza e la musica, per esempio. Ma genero disastri. Incomprensioni. Vuoti. E mi sento sola, imbavagliata e confusa.
miss_t
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Scritto alle 13:43
15/10/09
Mia madre non mi parla da quattro giorni. Beninteso, COMUNICA con me. Mi COMUNICA che devo passare da lei a prendermi le lettere dell'Italgas che mi riguardano, mi COMUNICA che mio fratello ha bisogno della mia automobile venerdì sera. Però non mi parla, ormai da più di quattro giorni.
Ora, lasciando stare i futili motivi della discussione al termine della quale mi ha riattaccato il telefono in faccia (gesto che mi fa imbestialire come pochi), tenendo conto che questa non è la prima nè sarà l'ultima volta che accade una cosa del genere, mi chiedo
1. se, quando e come si scioglierà questa "tensione" (ipotizzo: probabilmente la prossima volta che litigherà e si incazzerà con mio padre, per venire da me a confidarsi e avere un sostegno)
2. perchè, se non mi chiama mia madre per sapere come sto, nemmeno mio padre e mio fratello si fanno sentire? per quel che ne sanno loro, potrei essere morta, potrei stare male, potrei essere stata licenziata o essere partita per una vacanza. Io mio fratello l'ho chiamato due volte in un mese quando stava a Rovigo, sebben avessi sue notizie ogni giorno dai miei.
3. possibile che una cazzata del genere li faccia tutti quanti passare dall'esigenza VITALE di sentirmi ogni giorno (tanto da chiamarmi a casa, se non mi trovano sul cellulare, se non mi trovano insistono finchè non rispondo, se entro 5/6 ore dalle chiamate non mi rifaccio viva chiamano addirittura le mie AMICHE - è successo questa estate al lago e ci litigai anche all'epoca, al riguardo) al menefreghismo più totale?
Tutto questo mi fa credere che l'avere mie notizie sia un capriccio o un'esigenza di controllo anche se non vivo più con loro o un'abitudine, non certo una cosa che fanno per reale interesse.
Mha...
miss_t
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Scritto alle 12:36
14 ottobre - io HO paura
Io ho paura di me. Del mio futuro. Della gente che mi circonda.
Dei miei fallimenti.
Di non raggiungere la serenità.
Ho paura della staticità e dei cambiamenti come da piccola avevo paura della Befana, del buio, degli scricchiolii, dei cani e dei brutti sogni.
Mi hanno cresciuta protetta e mi hanno sbattuta in strada all'improvviso (sì mi giustifico così, è sempre colpa degli altri...). Forse prima o poi cambierò, quando sarò io a dovermi prendere cura di qualcuno, proteggerlo e abituarlo al Mondo. Adesso sento solo ancora e forte il bisogno di essere protetta, accolta, accompagnata. Sento di essere come le persone che ho sempre disprezzato, ma chi l'ha detto che bisogna per forza essere sempre indipendenti e spavaldi affrontando le Cose con sicurezza, forza, determinazione e coraggio? Il mio coraggio si è esaurito presto.
Mi spengo.
miss_t
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Scritto alle 03:42
10 ottobre, 03.20 am
violenza
cio' che mi stupisce maggiormente e' la rabbia che riusciamo ad incamerare. sembra impossibile che i nostri corpi cosi' piccoli e limitati possano contenere tanta rabbia tutta insieme.
una rabbia che ci impedisce la pazienza, la comprensione, la tolleranza, o semplicemente il buonsenso.
ancora di mattina presto, probabilmente all'inizio del suo servizio, un vigile urbano mi ha aggredita con una rabbia inaudita solo per essermi accostata ad un suo cenno di paletta che credevo essere rivolto a me (che comunque dovevo o accostare o sterzare bruscamente dalla parte opposta se volevo evitare di centrarlo in pieno, avendolo a circa 15 metri proprio di fronte alla mia macchina...) e invece si rivolgeva al motociclista dietro di me. avrei voluto chiedergli, mentre mi urlava contro "dove va lei? dove STAI andando???" (non si sa bene per quale autorizzazione ricevuta sia passato dal LEI al TU, forse in virtu' della sua divisa o della mia apparente giovane eta'), mentre digrignava i denti ingrossando la mascella, agitando la mano e, sono certa, guardandomi in cagnesco da dietro gli occhiali da sole a specchio, avrei voluto chiedergli, avrei voluto davvero chiedergli il perche' di quella incazzatura mattutina, chissa' forse quotidiana, di tutto quell'astio e risentimento, mentre svolgeva un compito semplice, in un incrocio senza traffico, al fianco di una collega graziosa e in una giornata serena, un compito che presuppongo si sia scelto, perche' per quanto mi riguarda non mi azzrderei mai a fare il vigile urbano di mestiere senza una forte motivazione - anche uno stupido sa che si tratta di un lavoro pieno di giorni difficili e momenti faticosi, il buonsenso sta nel non ritorcerlo contro gli altri.
poco dopo, su un autobus per nulla pieno in un tratto di strada appena trafficato - ah i miracoli delle corsie preferenziali e dello spostarsi per Roma appena dopo l'ora di punta - due signore avvelenate contro l'autista che non sapeva dar loro un'inidicazione riguardante una fantomatica coincidenza in uno stazionamento del centro cominciano ad inveire contro l'autista, la sua ignoranza ed indisponibilita', poi contro tutta la categoria degli autisti (raccomandati, fanno la bella vita, rubano posti di lavoro - ambitissimi contratti a progetto con stipendi insufficienti e turni di svariate ore in mezzo al traffico romano),poi contro tutta la categoria degli impiegati pubblici (ma l'atac non era privatizzata???). e avrei voluto chiedere loro, perche' prendersela cosi' a male per una sciocchezza? perche' stropicciare le buste di prada dove avete appena acquistato costosissime scarpe firmate in orario lavorativo di una giornata qualsiasi della settimana stringendo le dita delle vostre manicure come se voleste strangolare la prima colf filippina che vi capita sotto le mani? perche' imbruttirvi rovesciando la bocca verso il basso, spingendo in fuori mento e sottomento, aggrottando le sopracciglia e ingrigiendo la vostra giornata e il vostro umore?
e poi ho visto le facce dei controllori dei biglietti del bus, in una parola, facce da stonzi, coi lineamenti induriti dal ruolo, gli sguardi scontrosi, le labbra tirate. e le facce dei manager, aggressive, fameliche e pero' ingessate. e le facce dei tassisti (o tassinari), annoiate e distanti, come se fossero costretti a star li' a imbrogliare turisti per fare un favore ad un parente molesto a cui non si riesce a dire di no, e quelle dei poliziotti che indossano le divise come un cowboy il suo cinturone, spavaldi e circospetti sebbene sappiano che non siamo nel far west e le nostre strade siano una buffonata urbana.
io vorrei sorridere, con tutte le migliori intenzioni. ho sorriso per un messaggio di buongiorno di un cuore lontano solo in termini di chilometri. per il sole che continua a splendere nonostante si sia da un pezzo entrati ufficialmente nell'autunno. per una canzone che mi piace tanto passata alla radio proprio durante il mio breve tragitto in macchina.
ma in mezzo alla gente mi sono sentita a disagio. e ho assunto anch'io, forse involontariamente, quell'aria incazzata. da frustrata. fredda. stronza. mi sono isolata con le cuffiette.non ho ceduto il posto agli anziani. mi stavo per spazientire facendo la fila per scendere dal bus. e attraversando la strada fuori dalle strisce.
ma non mi avrete. per adesso. ancora non sono pronta a sopportare tutta questa negativita'.
se la giornata comincia male, finisce anche peggio - non voglio alzare le mani sul mio vicino, perche' un giorno potrebbe essere il mio compagno, mio figlio, mio padre...
miss_t
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Scritto alle 12:28
la fine di settembre
E' stata una notte breve
una notte stabile dentro i suoi limiti
l'attesa immobile
in brodo amniotico
senza riflessi nè volti amici.
Trasudo lacrime senza singhiozzi
le puoi raccogliere dentro al tuo calice
brindare ancora, farmele bere,
io sono un calco in cemento armato.
miss_t
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Scritto alle 12:31
profumo
Lo sento e non so descriverlo, lo tieni tra le mani e ci giochi, è invisibile ma reale, e quando mi abbracci ci sono dentro, mi avvolge e mi trattiene.
E' tiepido come quello di casa. Un odore rassicurante di calorifero e stoffa dei divani, di bucato steso ad asciugare nello studio, di quel pasticcio al forno come lo faceva nonna che cuoce lentamente per cena...
E' fresco come il melograno, come gli schizzi delle onde sul bagnasciuga in una giornata torrida, come sfregare le foglie di basilico tra le dita, come l'aria in faccia in motorino senza casco che ti fa venire anche le lacrime...
E' dolce come le fragole mangiate con le mani che ti lasciano le dita rosse, come il vento odoroso che attraversa ua distesa agrumata di aranci e mandarini, come vaniglia e cannella, e le mele caramellate, e un vino bianco fruttato che decanta prima di stordire...
Sei profumo per me che non ti vedo bene, che non ricordo molto, che non ascolto sempre e che parlo poco, sei profumo e consistenza di pelle cui mi sfrego contro per rubarne un po'. Non più clandestina in una realtà parallela che forse non esiste, forse invece è l'ennesima casa nuova.
miss_t
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Scritto alle 20:56
Settembre 2009
back from vacation
prima influenza della stagione
Rifletto sul fatto che mi sembra di non saper fare niente. NON SO fare niente. Non mi va di lavorare, di insegnare, di fare niente.
Insospettabile, magari ho il temperamento di una casalinga e non lo sapevo - devo solo tovare un uomo benestante disposto a sposarmi mantenendomi e lasciandomi crescere una nidiata di marmocchi!
Ma questa e' la febbre che mi fa parlare, la sento che sta salendo e mi sta facendo scontare il weekend di "follie" a Mykonos (si fa per dire, ho pensato a lui tutto il tempo, accidenti accidentaccio!!!)
miss_t
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Scritto alle 11:55
Fine Agosto
Non ho restroscena.
Solo un occhio gonfio e i miei fatti in piazza e sulla bocca di tutti.
Sulla mia bocca solo la sensazione delle tue dita (dei tuoi polpastrelli mentre mi accarezzi, della tua mano piena mentre mi da uno schiaffo).
La mia vita è molto complicata proprio perchè troppo semplice. Ho un brutto lavoro, ho problemi di soldi, dormo quasi sempre male, ho tanti ricordi ingestibili e un temperamento nervoso, una coinquilina un po' invadente, un po' scroccona, un po' ninfomane ma sempre allegra, un amore morto che non mi lascia in pace e un amore nascente che mi osserva da lontano, da troppo lontano. Vorrei solo che gli altri rispettassero i miei tempi, in primis la mia famiglia, adorata maledetta famiglia da cui pare impossibile liberarsi in ogni modo.
miss_t ancora una volta
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Scritto alle 13:04
...lu caminatu tou pare ca balla...
Positività. Serenità.
Divieto assoluto di qualsiasi paranoia. Vietato assolutamente farsi inlfuenzare dai consigli altrui (seguire il cuore). Vietato assolutamente cercare di razionalizzare a tutti i costi ciò che non può essere razionalizzato (come sopra). Vietato assolutamente lasciare spazio alle ipotesi futili ed inutili poichè campate in aria (idem) ai sospetti (...) alle paure (di nuovo) e a tutte le artificiose insicurezze che pesano come i sassi nelle tasche di un aspirante suicida (ci siamo capiti).
Forse davvero lui può insegnarmi molto. Ho scoperto che tra restare e fuggire c'è una terza possibilità, una via di mezzo. Non che io abbia mai considerato le vie di mezzo, intendiamoci. Mai avuto questo genere di disturbi, ecco. Però in via del tutto eccezionale (e viste le recenti tranvate, NdR) posso arrivare a considerare l'opzione intermedia. Mettermi sulle mie gambe e continuare a percorrerla, questa stramaledetta strada. Chè tanto di altre non ce ne sono, e questa sebbene dissestata e piena di curve e in alcuni punti chiaramente pericolosa, da qualche parte dovrà pur sempre portare, e il paesaggio che si gode da qui è decisamente più interessante delle distese di nulla intorno all'autostrada...
Aspettiamo, e vediamo. Perchè quando si danza in coppia bisogna starci entrambi con la testa e col cuore, atrimenti la danza si ferma. E perchè anche se è l'uomo che conduce, la donna deve far cì che l'uomo desideri portarla via con sè.
Mi stringeva in vita e mi faceva girare.
Lariòlariòlallero...lariòlariòlallà...
miss_t
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Scritto alle 00:00
SANlorenzo2009
e' solo un santo, e' un quartiere, e' un cielo di stelle...
e tutto sommato mi sarebbe piaciuto starci sdraiata sotto assieme a lui. solo una volta blu
a delimitare i miei occhi.
una replica neanche troppo scontata...
qualcosa che potrebbe aiutarmi a dimenticare. perche' e' l'unica cosa che voglio fare adesso... dimenticare... ricominciare... voglio un bonus stella cadente, quella che non posso acchiappare perche' la sveglia mi aspetta tra meno di cinque ore.
fa'
che le ore cancellino presto tutte le delusioni
dipingi il mio futuro come su un foglio bianco
bandisci il nero e lascia spazio ai colori
fammi vivere una vita nuova
non diversa, mi basta che profumi come un regalo appena scartato
preparami un piatto di spezie che non conosco
lasciami respirare rempiendo i miei polmoni completamente
perche' questa morsa e' diventata insopportabile
non c'è aria...
niente piu' lacrime di rabbia da inghiottire...
twinkle twinkle, little star
how I wonder where you are?
miss_t
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Scritto alle 02:52
domenica 9 agosto ore 2.38
alemanno dice che non possiamo portare fuori dai bar bottiglie di birra e nemmeno bicchieri di carta pieni di birra, quindi i cinesi della piazzetta di san lorenzo che mettono la tennent's a 2.00 euro stasera potevano anche andarsene in vacanza, ripieghiamo sul pub del parco che e' sempre all'aperto ma coi tavolini la tennent's in bottiglia ce la fanno a 3.50 il primo giro la pago io il secondo Betta il terzo un cameriere di Corleone che si e' invaghito di Betta. Risultato: caro Alemanno mi sono ugualmente sfasciata, ho guidato da san Lorenzo a casa mia (roma nord, circa 20 minuti di macchina) in stato di ebbrezza, percorrendo strade sicure dove so di non incontrare posti di blocco, l'unico risultato da te ottenuto e' che i cinesi di cui sopra non hanno incassato un cazzo stasera, bravo, complimenti, sei davvero un' emerita testa di cazzo, ma questo gia' lo sapevamo. Nel frattempo io mi sono sentita come in un videogioco, ho mandato un sms incomprensibile al mio amichetto dell'isola che non c'e'. non mi sono spaventata nemmeno quando ho visto il camioncino dei vigili urbani di traverso su via delle isole curzolane con un capannello di gente intorno e un probabile cadavere in terra. ho schivato macchine e motorini, parcheggiato alla bene e meglio sotto casa ed ora sono qui che scrivo poco prima di collassare sul letto.
No, se vuoi saperlo, non vado fiera di me, ne' di cio' che faccio.
Ma, a dirtela tutta, non mi interessa.
Non mi cambia se mi sfascio o no.
Non mi cambia se mi spalmo sul primo palo o se arrivo intera a casa.
Non mi cambia se ammazzo dieci famigliole in partenza per la calabria con le macchine sovraccariche di bagagli o se procedo illesa ed innocente tutta la notte.
Non me ne puo' fregare di meno.
Sono incazzata e sola. Sono piena di odio, fino all'orlo. Sono egoista. Lamentosa. Rompipalle. Ubriaca. Ho caldo e sono stufa del lavoro che faccio. Odio l'uomo che ho amato per un anno e mi piace un uomo che vive troppo lontano e che non mi vorra' mai accanto a me. Mi fa schifo il mondo, la realta', il futuro, e qualsiasi possibilita' che mi si prospetti realistica davanti agli occhi. Sogno il mondo delle favole e non ho i mezzi per costruirmelo. Caro Alemanno, fai un po' quello che ti pare, ordinanze, proibizionismo, leggi razziali, ronde, polizia e "pippe sui calendari Pirelli" (cit), io me ne sbatto. Non sei un mio problema.
Cordiali saluti
m. v.
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Scritto alle 08:28
tUrno presto
L'alba è degli operai e degli uomini in divisa,
è l'alba brumosa
delle guardie giurate,
è l'alba degli autisti e dei benzinai,
è l'alba delle tute da lavoro e delle mani sporche di vernice,
è l'alba infelice e stanca, l'alba di domani
delle biciclette nell'alba lampeggiante di semafori arancioni,
l'alba dei portieri negli androni
silenziosi, che lavano via il sonno dalle scale...
l'alba poetica di un cielo che i poeti non vedono mai
miss_t
galleggiare |
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Scritto alle 13:36
desaparecido
lui è di là che dorme, mentre preparo il caffè nella speranza di riuscire a svegliarmi quanto basta per andare al lavoro. lui è di là che dorme, mentre il sole è già caldo sul terrazzo di una cucina che sembra un campo di battaglia. lui è di là che dorme, percepisco la mia pelle nuda delle cosce sugli sgabelli bianchi.
lui è di là che dorme e non è lui ma è un altro. si è infilato in casa con discrezione, sembrava un gattino che cercasse riparo per qualche giorno, momentaneamente apolide l'ho trovato che preparava la cena e mi accoglieva con un sorriso aperto e le mani sporche di farina. mi ha ispirato un buonumore raro e genuino come una passeggiata in campagna di buon mattino, ha la pelle fresca gli occhi intelligenti e una gran voglia di fare l'amore.
lui è di là che dorme e non sembra reale. sembra il personaggio di un racconto, sembra un bukowsky edulcorato che gira sigarette seduto al bordo del letto nella penombra rossa, sembra una specie di fantasia di qualche anno fa, prima degli autolesionismi e dei rapporti malati e dei complessi di inferiorità e delle crisi depressive.
lui è di là che dorme e forse potrebbe insegnarmi la tranquillità e il rispetto, ma ha scelto troppo presto, o sono arrivata io un po' troppo tardi (tutta colpa del maledetto coniglio bianco!).
lui è di là che dorme ma quando tornerò troverò un letto vuoto. provo a partire anch'io, son diventata brava a scappare. d'altra parte, ho imparato dal maestro.
miss_t
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Scritto alle 13:02
RounDTriP
Sta via per un po', poi torna. Come onde, come folate di vento, come un dolore acuto che dà tregua di tanto in tanto. Vorrei che qualcuno avesse la soluzione per tutto questo.
L'amore che ci siamo scambiati non è bastato. E' stato avvelenato dalle incomprensioni, dai caratteri, dalle esperienze diverse, dalle pretese e dai tempi differenti, da tanti milioni di grandi problemi e piccole cazzate. E' davvero stata tutta colpa mia? E' davvero stata tutta colpa tua? Evidentemente no. Avevi ragione quando dicevi che non c'erano colpe ma solo responsabilità.
L'amore che ci siamo scambiati non è morto. Non l'hanno ammazzato i passanti, non l'hanno ammazzato il duro lavoro e gli impegni pressanti, non l'ha ammazzato la distanza e la freddezza, non l'hanno ammazzato le malelingue degli invidiosi. Latente e un po' rassegnato, manifesta la sua presenza con piccole fitte dolorose qui e lì, a cui diamo nomi diversi.
Mi chiedi cosa dobbiamo fare. Dopo che ci siamo ritrovati abbracciati e felici nella notte della nostra città, travolti, vagabondi e reduci tra strade vuote con gli echi delle fontane e un bicchiere di troppo. Dopo che abbiamo trattenuto parole e aspettative e infine ci siamo lasciati andare. Dopo l'ennesima discussione a tre giorni di distanza. Stavolta è colpa mia. Ma anche colpa tua. Dove non ci sono colpe ma solo responsabilità (che non ci sappiamo prendere).
Devo ammettere che forse è una questione di scelte. Noi siamo così. O ci rassegnamo ad un amore folle e contrastato, doloroso e passionale, o lasciamo che tutto si spenga mutilando ogni spinta sul nascere. E allora, per me, tu muori, e allora, per te, io muoio. Le nostre esistenze si dovrebbero disperdere nell'universo come l'odore salmastro delle rive.
Ma la voglia di te che ho represso per tre mesi è di nuovo esplosa tutta insieme. Non mi rende lucida, non mi rende pratica. Mi fa stare sulle nuvole, scrivere lettere, cercare ostinatamente soluzioni e giustificazioni affinchè ogni cosa vada al suo posto.
E poi c'è un altro pezzo di lettera che non scrivo qui ma riservo per quella realenonvirtuale che forse ti darò a mano più tardi, scritta di getto a penna su un foglio di carta ecologica.
miss_t
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Scritto alle 11:26
Gli Errori Più Evidenti
Vorrei vedermi dall'esterno, individuare gli errori più evidenti e correggerli con la facilità di chi guarda giudica e risolve. Non so capire dove e quando comincio a sporcare il tutto. Se è una questione di autostima mancante o poca pazienza. Se gli aspetti più eccentrici ed estremi del mio carattere stanno avendo la meglio sul resto senza che io stessa possa far nulla per limitare i danni.
Ma alla fine resto isolata ed incomprensibile, sento che non c'è scambio e comunicazione con nessuno, il mio mondo vuoto è circondato di idividui egoisti e codardi che non osano saltare il cerchio nemmeno quando tendo loro una mano.
O forse ho tirato su un muro troppo alto che nessuno riuscirà mai a scavalcare.
miss_t
rabbia, elucubrazioni alcoliche |
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Scritto alle 13:45
Senza Sonno
Voglia dei tuoi respiri, delle tue labbra appena passate. La nostra notte senza sonno.
Io scaccio i tuoi demoni, tu metti paura ai miei.
E un bacio sporco sa/spogliarmi il cuore dagli incubi
m
galleggiare, elucubrazioni alcoliche |
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Scritto alle 02:39
sei bello
sei bello come il sole e appari vuoto come se niente ti ardesse dentro.
ti vorrei vulnerabile per prendermi cura di te, anche se so che non ne sarei in grado.
santo egoismo che mi guida in questa nottata insonne di camel light che bruciano gli occhi.
mi manca quel pezzo di me che ho lasciato indietro.
dormo. ora.
miss
galleggiare, elucubrazioni alcoliche |
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Scritto alle 12:25
VuotiNuovi
Non sono il tuo silenzio e la tua assenza che generano dolore. E' il fatto di aver costruito insieme un passato che non ha prosecuzione, quello solo è ancora dolore. Per il resto sono solo nuovi vuoti. Piccoli buchi quotidiani che nascono da sciocchezze, e scioccamente muoiono.
Desideria
M'appare sfocato con lineamenti poco definiti.
L'essenza è la voce e le parole e il tocco
non voglio fisionomie da incastrare nel cervello.
L'essenza è odore e sapore e consistenza.
Poeta maledetto attore dedalo scaltro animale
soffiami versi languidi nelle orecchie
stringi le mie paure tra le tue labbra
versa tutto il mio sangue tra le lenzuola.
nimue
elucubrazioni alcoliche |
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Scritto alle 11:40
M'illudo...?
Circondandomi di abilissimi stregoni, o guardando io tutto con gli occhi di una bambina che ancora vaga nel mondo della favole, m'illudo di incontrare sulla mia strada innumerevoli esseri incredibili, scevri della piccolezza e della mediocrità tipicamente umane...
Ma queste anime che mi girano attorno altro non sono che raffiche di vento, plagiando le mie parole si dissolvono così come sono arrivate, e lasciano ben poco intatto, e ben poco di nuovo - nè spiituali nè concreti sono i rifiuti che sarò costretta a buttar via, alla fine.
Piccoli sconvolgimenti e molteplici identità, imparo a modificarmi all'occorrenza nel gioco della parti che m'impone il voler uscire così spesso dagli schemi. Ed è più dolce, poi, negli schemi rientrarci, levarsi tutte la maschere in mezzo agli Amici Veri, e tornare a respirare con il giusto ritmo.
nimue
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Scritto alle 02:11
Dormopoco
M'illudo di venir compresa da una finestrella luminosa, poco piu' grande di questo schermo che come uno scherzo illumina un angolino di stanza. Rumori dall'esterno. La tua canzone in loop.
Ho sognato il suo volto scavato, i suoi occhi appena freddi ma sinceri di quando eravamo due ragazzine un po' meno sceme delle altre. L'ho sognata come se fosse morta, e mi sono sentita sbalordita, e mi sono svegliata stordita ma non triste, con una tremenda voglia di riabbracciarla.
Dopo 10 anni, forse e' un po' tardi.
E' impressionante quanto in fretta passa il tempo, quando cresci.
m
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